Dott. Luca Benini Psicologo Psicoterapeuta Forlì
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Dott. Luca Benini
Il mio metodo

 

Nel mio metodo di lavoro Psicoterapeutico, un primo strumento di intervento che utilizzo è rappresentato dalla Psicoterapia breve strategica

Le origini della terapia breve strategica risalgono alla teoria della comunicazione nata in campo antropologico con Gregory Bateson, agli sviluppi costruttivisti della teoria cibernetica (Heinz von Foerster, Ernst von Glaserfeld), agli studi sull’ipnosi e la suggestione di Milton Erickson. Si deve poi a Paul Watzlawick e a Giorgio Nardone l’opera di approfondimento e sistematizzazione dei principi teorico-applicativi della comunicazione terapeutica. 

“Come funziona” il problema, anziché “perché esiste” è il focus clinico che contraddistingue tale approccio da altre forme di terapia. Nello specifico quello che interessa maggiormente allo Psicoterapeuta Strategico è disinnescare il circolo vizioso creatosi tra Percezione/Sensazione ( ad esempio la paura ) e l'insieme di tentate soluzioni (ovvero metodi utilizzati dalla persona per risolvere il proprio problema che non solo non funzionano ma tendono a peggiorare il problema stesso). Per ottenere questo obbiettivo il terapeuta Strategico, secondo un principio pragmatico, utilizza stratagemmi in grado di disinnescare tali circoli viziosi agendo sulle tentate soluzioni. Si tratta quindi di una Psicoterapia prescrittiva e pragmatica in cui viene prevalentemente chiesto al paziente di mettere in atto delle indicazioni tra una seduta e l'altra al fine di giungere, passo dopo passo, ad una  risoluzione del sintomo. 

Numerosi studi hanno dimostrato un'elevata efficacia della Psicoterapia breve strategica in un ampio numero di disturbi ( Vedi risorse scientifiche)

Nel tempo tuttavia, senza disconoscere l'efficacia della Psicoterapia breve strategica, ho potuto constatare il presentarsi di casi e di situazioni in cui il solo utilizzo di prescrizioni non sembrava sufficiente allo scopo prefissato dalla terapia. In modo particolare, durante la cura, l'emergere di  specifici elementi relativi  al disturbo  sembravano meritare più attenzione di quanto fossi abituato a fare in base alla mia iniziale formazione. 

L'osservazione di questi elementi mi ha portato ad approfondire maggiormente anche altre caratteristiche dei problemi presentati dai miei pazienti tra i quali in particolare: la storia personale ed affettiva, le relazioni significative presenti e passate, i ricordi e le emozioni ad essi associati, immagini e rappresentazioni personali di sè e degli altri. Insieme a ciò ho anche iniziato ad utilizzare specifiche tecniche ipnotiche introspettive/immaginative che favorissero il riemergere e l'utilizzazione di tali elementi e delle risorse naturali della persona nella direzione di  aiutare i miei pazienti a trasformare queste differenti componenti in parti di sè utili,  senza scinderle dall'esperienza di vita. 

Questo tipo di lavoro mi ha posto dinanzi principalmente a due temi fondamentali del "come fare Psicoterapia"

Il primo riguardante le naturali capacità interiori che le persone hanno nell'utilizzare esperienze già presenti di successo, immagini interiori e ulteriori risorse in grado di catalizzare cambiamenti profondi nella personalità. In questo senso mi ri-allaccio alla tradizione dell'Ipnositerapia Ericksoniana in cui terapeuta e paziente cercano insieme tutto quello che il paziente può già avere a disposizione senza saperlo, per gestire e risolvere alcuni dei suoi problemi. Compito del terapeuta, in questo caso, è guidare ed osservare il proprio paziente in questa ricerca profonda interiore, avviandola e gestendone le fasi in modo che il paziente possa trovare quel di cui ha bisogno in quel momento. Può ad esempio emergere una nuova visione della problematica, un'immagine che cambia completamente il modo di porsi verso una difficoltà, un ricordo in cui era capace di farcela e sembrava ormai dimenticato oppure il terapeuta può costruire insieme al paziente nuove possibilità e immagini per uscire dalla condizione problematica.  Siccome le possibilità di utilizzazione delle risorse non coscienti di una persona sono veramente tante è difficile descrivere, con la stessa semplicità con cui si può descrivere il modus operandi della Psicoterapia breve Strategica, un modello schematico di interventi anche perchè questo lavoro introspettivo/immaginativo segue una linea ampia e molto creativa.
Pur essendo un approccio non dogmatico e trans-teoretico (include cioè più teorie della mente) è possibile identificare sinteticamente un  principio teorico generale  di questo tipo di lavoro terapeutico, secondo cui il sintomo rappresenta un modo di esprimere una disarmonia tra la mappa di riferimento della persona (costituitasi attraverso una parte di apprendimenti nel corso della vita) e le condizioni e le richieste ambientali che possono modificarsi durante lo sviluppo della persona L'intervento ipnoterpeutico consiste nel mobilitare le esperienze di vita e i modelli precedenti di apprendimento inconscio più armonici e funzionali del paziente in una maniera terapeutica. 

il secondo tema fondamentale che ho  approfondito riguarda i rapporti tra memorie emotive autobiografiche e disturbi psichici nel trattamento Psicoterapeutico. Secondo alcuni approcci il disturbo psichico è fortemente legato a memorie emozionali che corrispondono a eventi emozionali critici della vita (ad esempio negli approcci psicodinamici), per altri approcci invece risulta secondario il collegamento tra sintomi ed eventi passati (ad esempio nella terapia breve strategica). Sempre all'interno della Psicoterapia ed in generale nella Psicologia sperimentale  l'idea stessa di memoria si è modificata passando da una visione della memoria come funzione puramente ri-scrittiva (ovvero la memoria corrisponde alla registrazione fedele di eventi realmente accaduti) ad un' idea di memoria come fenomeno anche ri-corstruttivo, in cui cioè, per mezzo di rimaneggiamenti e processi di ri-aggregazione e ri-elaborazione, la memoria viene modificata dalla persona stessa in funzione di bisogni, aspettative, influenze esterne ecc. 



In tempi recenti si è visto anche aumentare l'interesse verso la memoria da parte di Psicoterapeuti facenti parte di orientamenti che tipicamente non consideravano il passato come determinante nello sviluppo di un disturbo Psichico. In campo ad esempio cognitivo, è stato ipotizzato il concetto di "Self-Memory -System" (SMS) da parte di Martin Conway, in base al quale le persone possiedono un senso di sè stabile (long-term self LTS), all'interno del quale sono contenuti ricordi autobiografici e informazioni su di sè. Ricordi ed informazioni sono organizzate in forme di schemi concettuali e auto-rappresentazioni di sè definite working selves(WS). Questi WS si attivano in base a stimolazioni provenienti dall'ambiente e in particolare quelli collegati a ricordi negativi possono dirottare il comportamento della persona dagli schemi abituali e alterarne il senso di sè.

Deriva da questa Teoria ad esempio l'impiego dell' imagery rescripting (riscrittura immaginativa dei ricordi ImrS ) mediante la quale viene svolta una ri-elaborazione immaginativa di memorie negative che si sono mostrate in rapporto ad alcuni sintomi psicologici. Le immagini di memorie negative e traumatiche sono infatti spesso associate a convinzioni negative, emozioni difficili e a comportamenti disfunzionali, non stupisce quindi che questo tipo di tecnica aiuti a ridurre determinati sintomi Psicologici così da come è emerso in svariati studi clinici. 
(si veda ad esempio: Çili S., Petit S. and Stopa L. (2017) Impact of imagery rescripting on adverse self-defining memories and post-recall working selves in a non-clinical sample: a pilot study. Cognitive Behaviour Therapy, 46:1, 75-89 )L'utilizzo inoltre di tali tecniche  non pretende di chiarire la "fedeltà" o meno  di un ricordo negativo  ma lavora in direzione di ristrutturare immaginativamente il grado di funzionalità del ricordo stesso, sia reale che ri-elaborato dalla persona stessa, per migliorare l'adattamento della persona e dei suoi schemi cognitivi-emotivi e relazionali. In sintesi, il grado di disfunzionalità potrà produrre conseguenze significative sul piano cognitivo-emotivo e comportamentale. Un lavoro di riscrittura immaginativa di questi ricordi potrà comunque ridurre il grado di disfunzionalità del ricordo negativo, senza cancellarlo ma arricchendolo in modo consapevole,  con ricadute positive sul piano cognitivo-emotivo e comportamentale e di conseguenza anche sul quadro sintomatico della persona.

Qualcosa di simile, ovvero l' interesse per le memorie emozionali precoci all'interno del setting terapeutico, appartiene anche ad altri orientamenti. Ad esempio l' Ego State Therapy di derivazione Ipno-analitica impiega il concetto di stato dell' io per descrivere un complesso emotivo-cognitivo di memorie che possono rimanere congelate all'interno della persona in funzione di traumi di vita e costituire una sorta di sub-personalità non integrata che confligge con altri stati più maturi e adulti. Secondo questo approccio un'integrazione degli stati dell'io è il pricinpale passo per risolvere l'empasse interno del paziente che sta alla base dei sintomi. Questo approccio sintetizza al suo interno sia ispirazioni psicodinamiche insieme ad approcci cognitivi e ipnoterapeutici.

Potrebbe infine stupire scoprire che nell'ambito della terapia Strategica, il padre di questo approccio, Milton H. Erickson, già utilizzava negli anni 50 un approccio analogo come documentato in un suo celebre caso trascritto e intitolato "l' uomo di febbrario". 
(vedi letture consigliate) 

L'insieme di queste tecniche associate alla mia formazione strategica mi ha condotto a sviluppare un mio metodo originale e sincretico in cui aspetti prescrittivi, ipnotici ed introspettivi/immaginativi concorrono nel progettare interventi Psicoterapeutici per le diverse problematiche presentatemi . 

Per saperne di più potete contattarmi attraverso il modulo contatti o telefonicamente al numero 347 6554394 

 






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